Pubblicato il  12 dicembre 2014

Il progetto BioGame è riuscito a sviluppare, testare e ottimizzare la fase di purificazione del biogas per ottenere biometano in scala piccola ed economica, attraverso l’impiego sperimentale di scarti di lavorazione del tufo laziale.

Il progetto di ricerca e sviluppo BioGame (“Sistema di purificazione da bioGAs a bioMEtano utilizzando tufo laziale), cofinanziato dalla Regione Lazio, ha visto la collaborazione di AzzeroCO2 e il CNR-IIA (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico) dal 1 ottobre 2012 per 24 mesi; si è infatti concluso ufficialmente a fine settembre 2014.

Per la produzione di biogas, il progetto si è focalizzato sulla trasformazione della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) e degli scarti della produzione dell’olio di oliva, stimolando una gestione virtuosa di residui organici e sfruttandone il grande potenziale energetico. Il reattore per la digestione anaerobica ideato nell’ambito del progetto è ideale per ridotte quantità di biomassa che generano piccoli flussi di biogas, utilizza materiali a basso costo e ha dimensioni ridotte. Nel reattore è stato introdotto fino ad un 70% di acqua di vegetazione di un frantoio della Sabina, risultato di per sè molto interessante: dopo un mese di digestione anaerobica il biogas prodotto ha una concentrazione in metano di circa il 50%.

Il biogas (principalmente anidride carbonica e metano) prodotto dalla fermentazione anaerobica è stato purificato passando attraverso il tufo; questo materiale è riuscito a trattenere l’anidride carbonica con alta efficienza (superiore al 99,8%), che rimane costante nel tempo.

Al termine del processo, il sistema studiato e proposto da BioGame permette di ottenere biometano con una purezza che può superare il 99%, quindi adatto al suo utilizzo come carburante o per l’immissione nella rete nazionale del gas naturale.

Questi risultati hanno confermato la bontà dell’approccio seguito e la possibilità di applicare la tecnologia studiata ad impianti su scala industriale.

Visti gli ottimi risultati del progetto BioGame, si prospettano nuove interessanti collaborazioni tra AzzeroCO2 e CNR

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