L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale delle opere, guardando non solo alla fase di costruzione, ma a tutta la vita dell’edificio, dalla progettazione fino allo smaltimento finale.
Con questo aggiornamento vengono superate le vecchie regole e alle imprese vengono richieste maggiori attenzioni su materiali, processi e qualità del lavoro.
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono regole che tutte le gare pubbliche devono rispettare. Sono stabilite dal Ministero dell’Ambiente e servono a rendere gli appalti più sostenibili, riducendo sprechi, inquinamento e consumi. Si applicano a diversi settori, tra cui edilizia, arredo urbano e tessile.
I CAM Edilizia 2025 alzano l’asticella della sostenibilità e introducono nuove richieste, tra cui:
Una novità importante è che il CAM 2025 rafforza il ruolo del progettista, che è chiamato a rendere più chiari e verificabili gli obiettivi ambientali del progetto.
Fin dalle prime fasi devono essere integrate le valutazioni su energia, acqua e materiali, dimostrando la coerenza delle scelte progettuali. Viene inoltre richiesta maggiore attenzione alla durata dell’opera, alla sua manutenzione e alla gestione del fine vita.
Il decreto propone un percorso più ordinato e comprensibile, che facilita anche il lavoro delle stazioni appaltanti nel controllo dei progetti.
Dal 2 febbraio 2026, i CAM Edilizia si applicheranno a tutte le nuove gare pubbliche, inclusi progettazione e direzione lavori, manutenzioni, lavori e contratti integrati, oltre ai progetti interni delle stazioni appaltanti non ancora approvati entro quella data.
L’aggiornamento si è reso necessario per adeguare i CAM alle nuove norme europee e nazionali, alle innovazioni del settore edilizio e per ridurre in modo più efficace l’impatto ambientale delle opere lungo tutto il loro ciclo di vita.

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