Il 23 giugno 2026 Nespresso lancia in Italia il primo orto-frutteto sociale diffuso nato grazie al recupero del caffè esausto delle capsule, nell’ambito della nostra campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, promossa con Legambiente. Il progetto coinvolge sette realtà del Terzo Settore in sette regioni — Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Basilicata e Puglia — su una superficie complessiva di oltre 31.300 metri quadrati.
Sono oltre 24 i quintali di compost derivato anche dal caffè restituiti al suolo. Le piantumazioni, che prenderanno avvio nel prossimo autunno secondo la corretta stagionalità, porteranno alla messa a dimora di oltre 7.200 piante tra alberi da frutto, ulivi, orticole e aromatiche, con una produzione annua stimata di oltre 38.750 kg di frutta e ortaggi e circa 400 litri di olio extravergine di oliva.
Il progetto affonda le radici in Da Chicco a Chicco, il percorso avviato da Nespresso oltre 15 anni fa per trasformare il riciclo delle capsule in valore concreto per il territorio. Dal 2011 il compost derivato dal caffè viene impiegato per la coltivazione del riso, generando oltre 8 milioni di porzioni donate a supporto delle comunità. L’orto-frutteto sociale diffuso rappresenta la prima evoluzione di questo modello, che prende il nome di “Un chicco alla volta, insieme” e si affiancherà a nuove soluzioni di raccolta — sistemi pubblici e ritiro a domicilio già avviati a Milano — per ampliare le possibilità di recupero su scala nazionale.

Ogni intervento risponde alle specificità del territorio e della comunità che lo ospita.
Al di là delle piante e dei raccolti, il progetto prevede inserimenti lavorativi e percorsi formativi che raggiungeranno indirettamente più di 960 persone e famiglie attraverso filiere corte, mercati contadini e gruppi di acquisto solidale. Gli orto-frutteti diventano così luoghi di produzione agricola, inclusione sociale e partecipazione attiva, capaci di generare benefici ambientali e opportunità concrete per le comunità più vulnerabili.

C’è una coerenza precisa in questo progetto: lo stesso gesto con cui milioni di persone ogni mattina inseriscono una capsula nella macchinetta diventa, attraverso il riciclo, il punto di partenza di una filiera solidale che attraversa sette regioni. Il compost nutre la terra, la terra nutre le persone, le persone costruiscono autonomia. È economia circolare nella sua forma più concreta — quella che non si misura solo in tonnellate riciclate, ma in opportunità generate per chi ne aveva più bisogno.