Pubblicato il  29 Luglio 2020

Quest’anno la data sarà il 22 agosto, ben 24 giorni dopo quella dello scorso anno. Nel 2019 infatti l’Overshoot Day è stato oggi, 29 luglio.

L’Earth Overshoot Day è il giorno in cui l’umanità ha utilizzato tutte le risorse naturali che la Terra può rinnovare durante l’intero anno e inizia ad indebitarsi con il proprio futuro.

Per la prima volta negli ultimi 10 anni, infatti, assistiamo ad una contrazione dell’impronta ecologica dell’umanità che ad oggi segna una riduzione del 9,3% tornando così ai livelli del 2005 quando la data fu il 25 agosto.  Una diminuzione che affonda le proprie radici, non in soluzioni “improvvisamente” virtuose, ma nelle misure di contenimento messe in atto dai Governi di tutto il Mondo in risposta alla pandemia da Covid-19.

In particolare, alla base vi è stato un calo vistoso delle emissioni di carbonio (-14,5%) data la domanda ridotta di combustibili fossili e minori consumi di legname (e quindi meno deforestazioni) per la ridotta domanda di materiali da costruzione (-8,4%).

Resta comunque il fatto che ancora utilizziamo il 60% in più di risorse rispetto a ciò che può essere rinnovato, in pratica per mantenere questi livelli di consumo è come se avessimo a disposizione 1,6 Pianeti Terra, ma ne abbiamo solo uno.

Come viene calcolata questa data? Come sono calcolabili le riduzioni delle emissioni collegate al Covid?

Il Global Footprint Network, organizzazione di ricerca internazionale che da anni porta avanti questa analisi, calcola la data dell’Overshoot day dividendo la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare quell’anno, per l’impronta ecologica dell’umanità per quell’anno e moltiplicando per 365.

Quest’anno  per determinare l’impatto della pandemia sulla Carbon Footprint, il periodo che va dal 1 gennaio all’ Earth Overshoot Day è stato diviso in tre segmenti: gennaio-marzo, per i quali l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) ha pubblicato un’analisi delle riduzioni di energia ed emissioni; aprile-maggio, quando si sono verificati i blocchi più restrittivi; e giugno-Earth Overshoot Day, durante i quali è previsto il progressivo allentamento delle politiche di confinamento.

La contrazione della nostra impronta ambientale, quindi, solo in parte è una buona notizia perché questa posticipazione della data è dovuta ad un fatto congiunturale ed eccezionale come l’emergenza sanitaria che il Pianeta sta vivendo, e non ad interventi permanenti volti a ripensare il modo di produrre, di fare economia e di consumare dell’umanità. Come sostenuto dal Global Footprint Network, un mondo dove l’umanità operi nel rispetto del budget ecologico del Pianeta può essere frutto solo di un consapevole atto di volontà e programmazione strategica e non di un momento di crisi globale.

Tale situazione ha però dimostrato come in un breve arco temporale si possano modificare le tendenze di consumo delle risorse ecologiche, come i Governi di fronte a momenti di crisi siano in grado di prendere decisioni drastiche e veloci per il bene comune e soprattutto come il comportamento di ciascuno di noi può influire sugli altri.

Per questo oggi, ancora più di ieri, è importante seguire i consigli proposti dalla campagna #movethedate, promossa dal Global Footprint Network, che da cinque anni chiede a ciascun individuo di fare la propria parte per cominciare a spingere di nuovo in là la data dall’ Overshoot day, perché quello che è accaduto quest’anno non sia solo un’eccezione, conseguenza di eventi straordinari, ma la base per costruire un nuovo equilibrio tra la Terra e i suoi abitanti.

Qui per scoprire cosa si può fare
www.overshootday.org/steps-to-movethedate

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