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PPWR: cosa cambia dal 12 agosto con il Regolamento europeo sugli imballaggi

20 Luglio, 2026

Il 12 agosto 2026 il Regolamento PPWR (UE) 2025/40 diventa applicabile. Non è una scadenza da superare, ma l’avvio di una trasformazione che ridisegna progettazione, approvvigionamento e compliance per tutte le aziende che immettono imballaggi sul mercato.

 

Cos’è il PPWR e perché è diverso da tutto il resto

Il PPWR — Packaging and Packaging Waste Regulation — è il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, approvato il 19 dicembre 2024 e in vigore dall’11 febbraio 2025. Sostituisce integralmente la Direttiva 94/62/CE in vigore da oltre trent’anni, che lasciava a ogni Stato membro ampi margini di autonomia con il risultato di un quadro frammentato e disomogeneo tra Paesi.

 

Il Regolamento fissa requisiti di sostenibilità ed etichettatura validi per l’intero ciclo di vita dell’imballaggio — progettazione, produzione, uso, fine vita — e si applica a qualunque materiale e contesto d’uso. Tra gli obiettivi:

  • un tasso di riciclaggio del 70% entro il 2030,
  • classi di riciclabilità A/B/C per ogni imballaggio,
  • soglie minime di contenuto riciclato per la plastica,
  • divieto di alcune plastiche monouso dal 2030 e limiti alle sostanze pericolose come i PFAS.

Il calendario di adeguamento si estende fino al 2040.

 

Cinque equivoci da chiarire prima del 12 agosto

Chi sta aspettando un decreto italiano di recepimento aspetta qualcosa che non può esistere: il PPWR è un Regolamento, non una Direttiva, e si applica direttamente senza atti nazionali di attivazione. Questo è solo il primo di cinque equivoci ricorrenti che rischiano di orientare male le imprese nel percorso di adeguamento. Gli altri quattro riguardano: il divieto PFAS, gli obblighi EPR, le scadenze di registrazione, il perimetro delle funzioni aziendali coinvolte.

 

Se vuoi scoprire di più sul PPWR e approfondire questi punti, leggi l’articolo completo sulla nostra Acedemy per la sostenibilità delle imprese.

 

Il 12 agosto non è un arrivo, è una partenza

La vera linea di demarcazione non è tra chi sarà in regola il 12 agosto e chi no. È tra chi usa il tempo successivo per pianificare la propria traiettoria verso il 2030 e chi affronta ogni obbligo solo quando diventa vincolante. Costruire sistemi di riuso, ripensare il packaging, adeguare processi e formare il personale richiede tempi industriali lunghi: un’azienda che iniziasse nel 2028 a progettare per il 2030 avrebbe già margini molto ridotti.

 

Il PPWR non è una norma da spuntare in una checklist di compliance. È una norma che ridisegna le scelte di prodotto. E per le imprese che immettono grandi volumi di imballaggi sul mercato, la classe di riciclabilità del proprio portfolio non è un dettaglio tecnico: è una voce di conto economico.

 

Come orientarsi: la consulenza AzzeroCO2

AzzeroCO2 supporta le imprese nel percorso di adeguamento al PPWR: dalla mappatura del portfolio imballaggi all’analisi degli obblighi EPR, dall’inquadramento dei requisiti normativi in materia di PFAS alla definizione di una roadmap regolatoria degli adempimenti. Per un’analisi della propria situazione, è possibile contattare il nostro team di esperti in sostenibilità e normativa ambientale.

 

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