La “carbon footprint” (impronta di carbonio) è una misura della quantità di emissioni di gas serra, principalmente di anidride carbonica (CO2), prodotte direttamente o indirettamente da un’attività, un prodotto, un servizio o un individuo in un arco temporale.
Questa misura è espressa in unità di peso di CO2-equivalente e tiene conto di tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto o di un’attività, inclusa la produzione, la distribuzione, l’uso e lo smaltimento.
Minimizzare l’impronta carbonica è diventato un obiettivo importante per molte aziende nel contesto dell’azione per il clima e la sostenibilità ambientale, ma anche uno strumento per individuare le principali criticità e porsi obiettivi di miglioramento della propria performance.
Grazie al calcolo della Carbon footprint, possiamo fornire all’azienda diversi validi strumenti ad hoc per integrare la sostenibilità nel proprio business, valorizzando pratiche sostenibili già adottate e individuando nuovi ambiti su cui è possibile intervenire, con l’obiettivo di migliorare le performance ambientali e sociali, dell’azienda, coinvolgendo anche gli stakeholder (clienti, dipendenti, partner e fornitori).
SCOPE 1: emissioni dirette generate da fonti di proprietà o controllate dall’azienda, come la combustione fissa (caldaie, generatori), la combustione mobile (flotte aziendali), le emissioni fuggitive (perdite di gas durante i processi) e le emissioni di processo industriale.
SCOPE 2: emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata, come elettricità, calore o vapore.
SCOPE 3: comprende tutte le emissioni indirette lungo la catena del valore: dall’estrazione delle materie prime al trasporto, fino all’uso e allo smaltimento dei prodotti da parte dei clienti. In molti settori rappresenta oltre il 70% delle emissioni totali di un’azienda.
La ISO 14064-1:2019 è la norma internazionale che definisce i principi e i requisiti per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas a effetto serra a livello di organizzazione. È lo standard di riferimento per il calcolo della carbon footprint aziendale e la base metodologica per ottenere una certificazione di parte terza.
La norma fa parte di una famiglia articolata in tre parti: la 14064-1 si applica alle organizzazioni, la 14064-2 ai progetti di riduzione, la 14064-3 alla validazione e verifica delle dichiarazioni GHG.
Sono spesso citati insieme ma rispondono a scopi diversi. Il GHG Protocol è il framework operativo più diffuso per classificare le emissioni in Scope 1, 2 e 3. La ISO 14064-1 è la norma certificabile e introduce l’analisi di significatività per definire il perimetro di rendicontazione. Nei nostri progetti applichiamo entrambi: GHG Protocol come metodologia, ISO 14064-1:2019 come riferimento normativo per la certificazione.
L’azienda può aderire ad uno di questi standard per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione secondo le loro linee guida.
La Carbon Neutrality fa riferimento allo standard ISO 14068, che stabilisce un percorso gerarchico per la quantificazione e la riduzione delle emissioni relative ad organizzazioni, prodotti, servizi ed eventi. Il percorso di Carbon Neutrality deve includere obiettivi a breve e a lungo termine con date specifiche, nonché un «anno obiettivo» entro il quale dovranno rimanere solo le emissioni residue e non evitabili.
Il percorso di Carbon Neutrality deve includere obiettivi a breve e a lungo termine con date specifiche, nonché un «anno obiettivo» entro il quale dovranno rimanere solo le emissioni residue e non evitabili, che dovranno essere comunque compensate.
L’obiettivo dell’azienda deve essere quello di dimostrare il suo impegno verso la riduzione delle emissioni attraverso un piano strategico di gestione della neutralità del carbonio, cercando nel lungo termine di ridurre l’impiego di strumenti di compensazione allo stretto necessario, per controbilanciare le emissioni residue e non evitabili.
Lo standard Net Zero, promosso dalla Science Based Targets initiative (SBTi), è il framework internazionale che consente alle aziende di allineare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni agli accordi di Parigi e al limite di 1,5°C di riscaldamento globale.
A differenza della Carbon Neutrality, il Net Zero richiede una riduzione drastica delle emissioni lungo tutta la catena del valore — Scope 1, 2 e 3 — prima di ricorrere alla compensazione. Gli obiettivi devono essere validati da SBTi sulla base di evidenze scientifiche (Science Based Targets), con una riduzione di almeno il 42% entro il 2030 e del 90% entro il 2050 rispetto all’anno base.
SBTi offre percorsi differenziati per grandi imprese e PMI, con un accesso semplificato e gratuito alla validazione per le aziende di minori dimensioni. Adottare obiettivi SBTi è oggi una leva competitiva concreta: facilita l’accesso a finanziamenti ESG, risponde ai requisiti della supply chain CSRD e aumenta la credibilità verso investitori e clienti attenti al rischio di greenwashing.
Con oltre 20 anni di esperienza e decine di carbon footprint aziendali realizzate in settori diversi, affianchiamo le aziende dall’analisi iniziale fino alla certificazione secondo ISO 14064-1 e GHG Protocol.
Mukki Azienda leader nel settore lattiero-caseario toscano. Carbon footprint di organizzazione calcolata secondo ISO 14064-1 con analisi di Scope 1, 2 e 3, includendo le emissioni della filiera agricola a monte. Certificazione ottenuta da ente terzo accreditato. Leggi
Alia Servizi Ambientali Gestore del servizio di igiene urbana per oltre 50 Comuni della Toscana centrale. Carbon footprint di organizzazione con perimetro esteso a flotta mezzi, impianti di trattamento rifiuti e strutture operative. Analisi funzionale alla rendicontazione ESG e alla comunicazione verso gli enti pubblici committenti. Leggi
Agras Delic Azienda italiana specializzata nella produzione di alimenti per animali da compagnia, proprietaria del brand Shesir. Carbon footprint di organizzazione calcolata e certificata secondo ISO 14064-1, con analisi degli impatti lungo la catena di fornitura delle materie prime. Leggi
Project Automation Azienda attiva nel settore dell’automazione industriale e dei sistemi di controllo. Carbon footprint di organizzazione certificata secondo ISO 14064-1, primo passo verso un percorso strutturato di riduzione delle emissioni e comunicazione ambientale verso clienti e partner. Leggi
Missaglia Spa Azienda manifatturiera nel settore della lavorazione dei metalli. Carbon footprint di organizzazione con mappatura delle principali fonti emissive di processo e identificazione degli hotspot prioritari per il piano di riduzione.
Sky Italia Operatore televisivo e media company. Certificazione della carbon footprint dei moduli CAM (Criteri Ambientali Minimi) secondo il Carbon Trust Standard, a supporto degli obiettivi di sostenibilità del Gruppo Sky a livello europeo. Leggi
Qual è la differenza tra carbon footprint aziendale e carbon footprint di prodotto? La carbon footprint aziendale misura le emissioni di gas serra generate dall’intera organizzazione in un periodo di tempo definito, considerando tutte le attività aziendali suddivise per Scope 1, 2 e 3. La carbon footprint di prodotto (o LCA — Life Cycle Assessment) si concentra invece sulle emissioni associate a un singolo prodotto o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale. Le due analisi sono complementari: la prima fornisce una visione complessiva delle performance ambientali dell’azienda, la seconda permette di identificare gli impatti specifici di un prodotto e comunicarli in modo credibile a clienti e mercato.
Qual è la differenza tra carbon footprint e impronta carbonica? Carbon footprint e impronta carbonica sono termini equivalenti: il primo è il termine inglese di uso internazionale, il secondo è la traduzione italiana. Entrambi indicano la misurazione delle emissioni di gas serra associate a un’organizzazione, un prodotto, un servizio o un evento.
Quanto tempo ci vuole e quanto costa realizzare una carbon footprint aziendale? I tempi di realizzazione dipendono dalla complessità organizzativa dell’azienda, dal numero di siti produttivi, dalla disponibilità dei dati interni e dall’estensione del perimetro di analisi. In generale, il processo richiede alcune settimane per realtà semplici e può estendersi per aziende con catene del valore articolate o con Scope 3 complessi. I costi dipendono dagli stessi fattori: una PMI con attività semplici e dati ben organizzati avrà costi significativamente diversi rispetto a una grande impresa con catena del valore articolata. Contattaci per una stima personalizzata basata sulle caratteristiche specifiche della tua organizzazione.
Cosa sono Scope 1, Scope 2 e Scope 3? Scope 1 comprende le emissioni dirette generate da fonti controllate dall’azienda (caldaie, flotte aziendali). Scope 2 riguarda le emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata (elettricità, calore). Scope 3 include tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento dei prodotti: in molti settori rappresenta oltre il 70% delle emissioni totali.
Qual è la differenza tra Carbon Neutrality e Net Zero SBTi? La Carbon Neutrality (ISO 14068) consente di compensare una quota delle emissioni residue con crediti certificati, purché sia in atto un piano di riduzione. Il Net Zero SBTi è più esigente: richiede una riduzione di almeno il 90% delle emissioni entro il 2050 prima di ricorrere a qualsiasi compensazione, con obiettivi validati scientificamente dalla Science Based Targets initiative.

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