Richiedi informazioni

Stop al Greenwashing: dal 2026 cambiano le regole per la comunicazione aziendale

20 Marzo, 2026

Il nuovo D.Lgs. 30/2026 impone trasparenza e verificabilità: termini come “green” ed “eco” non potranno più essere usati senza certificazioni ufficiali.

 

A partire dal 27 settembre 2026, il modo in cui le imprese comunicano il proprio impegno ambientale subirà una trasformazione radicale. Con la pubblicazione del D.Lgs. 30/2026 in Gazzetta Ufficiale, l’Italia recepisce la Direttiva UE 2024/825 (“Empowering Consumers for the Green Transition”), introducendo norme stringenti per contrastare il fenomeno del greenwashing e tutelare i consumatori dalle pratiche commerciali ingannevoli.

 

Cosa cambia per le imprese: i punti chiave della riforma

Il nuovo decreto introduce modifiche sostanziali al Codice del Consumo, definendo una vera e propria “nuova grammatica” della sostenibilità:

  • Bando ai termini generici: Parole come “eco-friendly”, “naturale”, “biodegradabile” o “verde” non potranno più essere usate liberamente. Saranno ammesse solo se l’azienda può dimostrare un’eccellenza riconosciuta nelle prestazioni ambientali (come il marchio Ecolabel UE) o se la specificazione è fornita in modo chiaro ed evidente nello stesso messaggio.
  • La compensazione di CO2 non basta: viene introdotto il divieto di dichiarare un prodotto come “neutro”, “ridotto” o “positivo” in termini di emissioni basandosi esclusivamente sulla compensazione (es. acquisto di crediti di carbonio per progetti di riforestazione). La riduzione deve essere reale e avvenire all’interno dei processi produttivi dell’azienda.
  • Social-washing sotto osservazione: per la prima volta, la legge equipara il “social-washing” al greenwashing. Vantare il rispetto dei diritti umani, condizioni di lavoro eque o il sostegno a comunità locali senza prove verificabili sarà considerata una pratica commerciale scorretta.
  • Impegni futuri vincolanti: dichiarazioni come “Saremo a emissioni zero entro il 2050” non potranno più essere semplici promesse. Dovranno essere supportate da un piano di attuazione dettagliato, con obiettivi misurabili, scadenze precise e verifiche periodiche effettuate da esperti terzi indipendenti.
  • Diritto alla riparazione e “Etichetta Armonizzata”: il decreto punta a combattere l’obsolescenza programmata e favorire l’economia circolare. Il consumatore dovrà essere informato sulla disponibilità di pezzi di ricambio, sulle istruzioni di riparazione e su eventuali aggiornamenti software e vengono introdotti l’avviso armonizzato (sulla garanzia legale) e l’etichetta armonizzata (per la durabilità commerciale), con specifiche cromatiche (Pantone Reflex Blue C) e grafiche immodificabili dalle aziende.

 

Esempi pratici: cosa si potrà dire e cosa no

Per orientarsi nel nuovo quadro normativo, ecco alcuni esempi concreti basati sulla nuova “black list” delle pratiche vietate:

 

Messaggio NON ammesso Messaggio AMMESSO (se provato)
Definire un prodotto “100% Green” o “Ecologico” se solo il packaging è riciclato. Dichiarare specificamente: “Confezione realizzata con il 100% di plastica riciclata”.
Asserire la “neutralità carbonica” (Carbon Neutral) basandosi esclusivamente sulla compensazione delle emissioni (es. riforestazione). Comunicare riduzioni reali: “Emissioni ridotte del 20% grazie all’efficientamento dei processi interni”.
Utilizzare termini come “Eco”, “Naturale” o “Amico della natura” senza certificazioni ufficiali. Utilizzare il logo Ecolabel UE o certificazioni indipendenti conformi agli standard internazionali.
Vantare l’assenza di una sostanza chimica che è già vietata per legge per quella categoria di prodotti. Evidenziare caratteristiche di eccellenza ambientale che vadano oltre gli obblighi minimi di legge.
Promettere impegni futuri generici come “Net Zero entro il 2040” senza un piano d’azione. Claim supportati da un piano dettagliato, con traguardi misurabili e verifiche periodiche di terzi indipendenti.
Presentare un prodotto come riparabile quando i componenti sono incollati o non esistono pezzi di ricambio. Fornire l’indice di riparabilità ufficiale e informazioni chiare sulla disponibilità dei ricambi.

 

 

Sanzioni fino a 10 milioni di euro

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) avrà il compito di vigilare sul rispetto delle nuove norme. Le sanzioni previste sono importanti:

  • Multe da un minimo di 5.000 euro fino a 10 milioni di euro.
  • In caso di violazioni gravi o diffuse in più Paesi UE, la sanzione può arrivare al 4% del fatturato annuo.
  • Sanzioni accessorie come l’esclusione da appalti pubblici e incentivi statali per un periodo fino a due anni.

 

Documenti ufficiali

Per approfondire i dettagli tecnici della nuova normativa consulta il testo integrale del D.Lgs. 30/2026.

 

acqua analisi materialità atlante foreste audit audit energetico auto elettriche bando bilancio di sostenibilità biodiversità biogas calcolo emissioni CO2 cambiamenti climatici carbon footprint caro bollette case green catena del valore cer compensazione emissioni CO2 compostiamoci bene comunicazione ambientale comunità energetiche conto termico cop28 Corporate Sustainability Reporting Crediti di carbonio csddd CSR decarbonizzazione decreto crescita deforestazione diagnosi energetica dichiarazione non finanziaria Direttiva CSRD direttiva UE diritti umani earth day eco-design economia circolare effetto serra efficienza energetica en energia energypop enti pubblici EPD EPD Italy ESG etichetta ambientale prodotto EUDR eur filiera sostenibile fondo kyoto fonti fossili fonti rinnovabili forestazione formazione fotovoltaico frutteto solidale ghg protocol green claims green deal green economy greenheroes greenwashing impatti ambientali impatti sociali impronta carbonica inclusione inquinamento iso 50001 LCA microforesta microplastiche mobilità sostenibile mosaico verde natura nature credits net-zero oasi urbane omnibus paesc parco urbano patto dei sindaci piantare alberi plastica monouso pnacc pnrr pompa di calore POR-FESR povertà energetica processi partecipativi progetto europeo report sostenibilità responsabilità sociale impresa reti fantasma riciclo riduzione emissioni co2 riduzione impatti ambientali rifiuti riqualificazione riutilizzo SCOPE SDGs servizi ecosistemici sismabonus SOA sostenibilità aziendale spettacolo sportello energia standard ESRS standard gri studio lca superbonus sviluppo sostenibile transizione 5.0 transizione energetica tutela forestale value chain valutazione posizionamento volontariato aziendale vsme webinar

Attestato di compensazione

Inserisci il codice che trovi sul marchio per visualizzare i dettagli della compensazione e scaricare l'attestato