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Edifici ad energia zero: strumento ambizioso per la transizione energetica

Gli NZEB, ovvero Nearly Zero-Energy Buildings, sono edifici ad elevate prestazioni con un consumo energetico quasi nullo. Questa tipologia di edificio possiede un basso fabbisogno energetico, che può essere facilmente coperto con l’uso di fonti a energia rinnovabile, di conseguenza il suo l’impatto ambientale è ridotto al minimo.

Per dare un ordine di grandezza, si stima che il consumo medio di un edificio sia tra i 50 e i 400 kWh/m2anno, mentre un NZEB abbia un consumo medio di 30 kWh/m2anno. Considerato che il settore edilizio è uno tra i più energivori, coprendo circa il 40% del consumo energetico totale[1], un incremento degli NZEB porterebbe un notevole vantaggio in termini di consumi, di costi in bolletta e di riduzione delle emissioni climalteranti.

Il tema è diventato di interesse comune soprattutto in seguito al D.Lgs 192 del 2005, nel quale si legge che, a partire dal 2021, tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere NZEB. Anche edifici esistenti possono tuttavia diventarlo, tramite interventi di ristrutturazione o di riqualificazione energetica, a seconda delle caratteristiche di partenza. A disciplinare i parametri energetici che un edificio deve rispettare per essere considerato NZEB è il Decreto 26 giugno 2015 (cd. Requisiti Minimi).

Esistono strumenti finanziari a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni per la trasformazione di edifici in NZEB. Il GSE infatti, incentiva tramite Conto Termico (DM 16 febbraio 2016) gli interventi atti a rendere un edificio pubblico a energia quasi zero, fino a 1.750.000 €[2]. Gli interventi necessari a questo scopo possono essere relativi a:
  • Involucro edilizio (Isolamento delle pareti e della copertura, sostituzione degli infissi e sistemi di ombreggiamento)
  • Impianti tecnologici (sostituzione impianto termico con sistemi a energia rinnovabile quali pompe di calore e solare termico, installazione impianto fotovoltaico, relamping con sistemi di illuminazione e LED)
La messa in atto di tali interventi necessita di una progettazione ad hoc, che può essere complessa dovendo tenere conto di alcune criticità a cui si va incontro per rispettare i parametri richiesti. In alcuni edifici, per rispettare i requisiti minimi richiesti dal Decreto 26 giugno 2015 (cd. Requisiti Minimi), potrebbe essere necessario realizzare una ristrutturazione di primo livello che presuppone alcune attenzioni particolari, come ad esempio:
  • Installazione di strumenti di automazione e regolazione intelligente (BACS) di classe B, ovvero sistemi avanzati di Building Automation;
  • Rispetto del D.Lgs 28/2011, ovvero copertura della maggior parte dei consumi con fonti di energia rinnovabile;
  • Rispetto di diversi Criteri Ambientali Minimi riguardanti ad esempio il risparmio idrico, l’illuminazione naturale, l’aerazione naturale e la ventilazione meccanica controllata, il comfort acustico e termo-igrometrico.
È chiaro quindi che gli NZEB sono uno strumento ambizioso in ottica di transizione energetica dei Comuni, e per fare in modo che diventi attuabile è necessario rivolgersi a professionisti del settore che possano studiare una soluzione con i mezzi a disposizione delle PA.

Se hai bisogno di consulenza per realizzare un edificio NZEB, contattaci, abbiamo il know how necessario per supportarti in tutte le fasi di progettazione e realizzazione.


[1] Report Enea, Dicembre 2019, STATO DELL'ARTE DEL PATRIMONIO EDILIZIO NAZIONALE E ANALISI DEGLI ATTESTATI DI PRESTAZIONE ENERGETICA (APE).
[2] Valore massimo dell’incentivo che viene calcolato a seconda della superficie oggetto dell’intervento e della zona climatica in cui si trova l’edificio.    

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Medea Zanon

Ing. Divisione tecnica AzzeroCO2

       

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