I crediti di carbonio sono unità di misura del mercato volontario del carbonio: ogni credito rappresenta la riduzione o la rimozione verificata di una tonnellata di CO2-equivalente dall’atmosfera, ottenuta grazie allo sviluppo di progetti verificati di forestazione, tutela forestale, efficienza energetica o produzione di energia da fonti rinnovabili.
I crediti di carbonio mantengono un ruolo prezioso, a condizione di collocarli all’interno di una strategia climatica aziendale credibile. Il percorso che proponiamo da anni si basa su tre pilastri:
In questa logica, l’acquisto di crediti è un contributo all’azione climatica globale.
Per diventare crediti di carbonio, le riduzioni di emissioni di un progetto devono essere verificate da enti terzi indipendenti sulla base di metodologie riconosciute a livello internazionale. Negli anni il mercato volontario ha sviluppato standard rigorosi per garantire trasparenza, corretta rendicontazione e la prova dell’addizionalità, ovvero che il beneficio climatico non si sarebbe verificato senza il progetto, oltre ai co-benefici sociali e ambientali.
I progetti presenti nel nostro portafoglio rispettano i principi dell’addizionalità e dei co-benefici sociali in quanto hanno prodotto un miglioramento reale rispetto allo scenario di riferimento, e il flusso di reddito generato dalla vendita dei crediti ha contribuito in modo significativo alla realizzazione dell’intervento.
I progetti di riduzione o rimozione della CO₂ devono inoltre favorire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei territori in cui operano, creando opportunità di impiego per le popolazioni locali, migliorando le condizioni di vita e introducendo nuove competenze e tecnologie.

VCS — Verified Carbon Standard (Verra) È lo standard volontario più diffuso al mondo per la certificazione dei progetti di riduzione e rimozione delle emissioni di CO2. Gestito dall’organizzazione no-profit Verra, certifica progetti in oltre 80 Paesi.
VER Gold Standard Fondato dal WWF e da altre ONG internazionali, il Gold Standard è considerato uno degli standard più rigorosi del mercato volontario. Certifica progetti di efficienza energetica, fonti rinnovabili e tutela degli ecosistemi che oltre a ridurre le emissioni generano co-benefici dimostrabili per le comunità locali e la biodiversità. È allineato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile SDGs dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
CCBA — Climate, Community & Biodiversity Alliance Lo standard CCBA — oggi integrato nella piattaforma Verra come CCB Standard — valuta i progetti di uso del suolo, forestazione e riforestazione non solo per la loro capacità di assorbire CO2, ma anche per i benefici che generano sulle comunità locali e sulla biodiversità.
Plan Vivo Standard internazionale focalizzato su progetti di agroforestazione e gestione sostenibile del territorio in comunità rurali dei Paesi in via di sviluppo. Si distingue per l’approccio partecipativo: le comunità locali sono direttamente coinvolte nella progettazione e nella gestione degli interventi, garantendo benefici concreti e duraturi per le popolazioni coinvolte.
SOCIALCARBON Standard sviluppato dall’Istituto Ecológica in Brasile, focalizzato sulla misurazione e comunicazione dei co-benefici sociali generati dai progetti di compensazione.
Gestiamo i crediti di carbonio sulle principali piattaforme internazionali, come Verra e Gold Standard, che garantiscono trasparenza, efficienza e scalabilità nel mercato globale.
Operiamo da anni in modo diretto su queste piattaforme: questo ci consente di selezionare crediti di diversa tipologia, standard, area geografica e prezzo, individuando di volta in volta la soluzione più adatta alle esigenze del cliente.
Accompagniamo le aziende lungo un percorso strutturato, che parte da un’analisi preliminare delle emissioni e dalla definizione di interventi di riduzione. Solo a valle di questo percorso, e per le sole emissioni residue, supportiamo l’acquisto e l’annullamento di crediti certificati come contributo climatico complementare, mai sostitutivo della riduzione.
I crediti acquistati per conto dei clienti vengono iscritti e annullati direttamente sulla piattaforma internazionale di riferimento (Verra o Gold Standard), con la garanzia che lo stesso credito non possa essere venduto due volte. Successivamente vengono registrati e annullati anche sul nostro registro pubblico, che assegna automaticamente al cliente un codice univoco, offrendo un doppio livello di trasparenza e verificabilità.
Tramite questo codice univoco è possibile verificare in qualsiasi momento, da un’apposita pagina del sito:
Il codice può essere riportato sui materiali di comunicazione aziendale per documentare, in modo verificabile, il contributo a progetti climatici certificati.
In conformità al D.Lgs. 30/2026 (recepimento della direttiva EmpCo), l’acquisto e l’annullamento volontario di crediti di carbonio non costituiscono asserzione di neutralità climatica né di riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda o dei suoi prodotti.
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Cos’è la compensazione delle emissioni di CO2? La compensazione delle emissioni di CO2, detta anche carbon offset, è il processo attraverso cui un’azienda bilancia le proprie emissioni di gas serra acquistando crediti di carbonio generati da progetti certificati di riduzione o assorbimento della CO2. Ogni credito corrisponde a una tonnellata di CO2 ridotta o assorbita, verificata da enti terzi indipendenti secondo standard internazionali come VCS o Gold Standard.
Cosa sono i crediti di carbonio? I crediti di carbonio sono unità di misura del mercato volontario del carbonio: ogni credito rappresenta la riduzione o la rimozione verificata di una tonnellata di CO2-equivalente dall’atmosfera, generata da progetti certificati di forestazione, efficienza energetica o fonti rinnovabili. Le aziende acquistano crediti di carbonio per compensare le emissioni residue che non è ancora possibile eliminare alla fonte.
Qual è la differenza tra riduzione e compensazione delle emissioni? La riduzione delle emissioni consiste nell’intervenire direttamente sui processi aziendali per diminuire la quantità di CO2 prodotta — ad esempio migliorando l’efficienza energetica o passando a fonti rinnovabili. La compensazione interviene invece sulle emissioni residue che non è possibile eliminare nel breve termine, finanziando progetti esterni che assorbono o evitano una quantità equivalente di CO2. Un percorso corretto prevede prima la riduzione e poi la compensazione delle sole emissioni non eliminabili, per evitare il rischio di greenwashing.
Come si evita il greenwashing nella compensazione delle emissioni? Per evitare il greenwashing nella compensazione delle emissioni è necessario seguire un percorso strutturato: calcolare accuratamente le emissioni con una carbon footprint certificata, ridurle il più possibile prima di ricorrere alla compensazione, acquistare crediti di carbonio da progetti verificati secondo standard internazionali riconosciuti (VCS, Gold Standard, ecc.) e garantire la tracciabilità di ogni credito attraverso un registro pubblico. La direttiva europea Green Claims renderà obbligatoria la documentazione verificabile per qualsiasi comunicazione ambientale verso i consumatori.
Cos’è il mercato volontario del carbonio? Il mercato volontario del carbonio è il sistema attraverso cui aziende e organizzazioni acquistano e vendono crediti di carbonio su base volontaria, al di fuori degli obblighi normativi dei mercati regolamentati come l’ETS europeo. I progetti che generano i crediti devono essere certificati secondo standard internazionali riconosciuti — come VCS, Gold Standard, Plan Vivo o Social Carbon — che ne verificano la qualità, l’addizionalità e i co-benefici sociali e ambientali.
Un’azienda può dichiarare di essere carbon neutral solo grazie alla compensazione? No. Per dichiarare la neutralità carbonica in modo credibile e conforme allo standard ISO 14068, l’azienda deve prima calcolare l’inventario completo delle proprie emissioni, implementare un piano strutturato di riduzione con obiettivi e scadenze definite, e compensare solo le emissioni residue non eliminabili con crediti certificati. La dichiarazione deve essere verificata da un ente terzo indipendente e supportata da documentazione tracciabile, per non incorrere nel rischio di greenwashing.