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Net Zero e PAS 2060, azioni concrete per ridurre gli impatti e contrastare i cambiamenti climatici

Come la scienza ci ha oggi ampiamente dimostrato, esiste un forte legame tra la quantità di gas serra (GHG) prodotta dalle attività umane e il riscaldamento del pianeta. Per affrontare il tema dei cambiamenti climatici e cercare di raggiungere l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5°C, come definito nell’Accordo di Parigi, non si può dunque prescindere dal cercare di ridurre la concentrazione dei GHG in atmosfera.

 

Quali sono le opzioni a disposizione delle aziende?

Proprio per guidare le aziende in percorsi di “climate action” finalizzati a contenere le emissioni nasce e opera la Science Based Targets initiative (SBTi), un’iniziativa di Carbon Disclosure Programme (CDP), United Nations Global Compact, World Resources Institute (WRI) e World Wide Fund for Nature (WWF) che mira a coinvolgere le aziende in sfide ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici, spingendo le organizzazioni alla definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni su base scientifica. Alla fine del 2021 più di 2.200 aziende che coprono oltre un terzo del mercato dell'economia globale avevano già aderito a questa iniziativa.

NET ZERO
SBTi ha inoltre pubblicato uno standard che servirà a supportare le imprese verso il raggiungimento dello status di “net-zero”. Questa espressione si riferisce all’equilibrio tra la quantità di gas serra prodotta e la quantità rimossa dall’atmosfera: per ottenere questo equilibrio è necessario bilanciare le emissioni con una rimozione equivalente.

Non basta quindi parlare di bilanciamento delle emissioni totali prodotte tramite la compensazione: per intraprendere davvero un percorso di sostenibilità verso il net-zero, è fondamentale che le emissioni di un’organizzazione siano nel tempo ridotte attraverso azioni concrete che portino ad una riduzione complessiva degli impatti. In quest’ottica, la rimozione equivalente riguarderà solamente le emissioni residue e non evitabili.

PAS 2060
Un’altra strada che le aziende possono intraprendere per impegnarsi in azioni di riduzione delle emissioni è definita dallo standard PAS 2060.

La PAS 2060 stabilisce i requisiti per la quantificazione, la riduzione e la compensazione delle emissioni GHG in riferimento ad un’attività, ma anche ad un prodotto, un evento, un edificio, ecc. Fornisce quindi una strada chiara da seguire che prevede:  
  • la quantificazione delle emissioni di CO2eq attraverso una metodologia rigorosa e riconosciuta (come le norme ISO),
  • lo sviluppo di un piano di gestione dell’impronta carbonica (Carbon Footprint Management Plan), con cui pianificare azioni di mitigazione che concorrano a ridurre l’impatto della CO2,
  • la compensazione delle emissioni di CO2 che non possono essere ridotte attraverso crediti di carbonio certificati da standard riconosciuti.
Alla fine di questo percorso, l’azienda dovrà preparare e rendere pubblica una dichiarazione di impegno verso la Carbon Neutrality (Qualifying Explanatory Statement – QES), che ha la validità di un anno.

L’importanza di un percorso strutturato di riduzione

Il panorama della riduzione e della compensazione dei gas serra, così come più in generale il mondo della sostenibilità, rispondono a regole basate su principi scientifici che non sempre sono di immediata comprensione. Per questo motivo, un’azienda che decida di intraprendere un percorso di “climate action”, necessita di un attore competente e con esperienza in questo campo, in grado di accompagnarla in un percorso strutturato, fatto non solo di compensazione delle emissioni di CO2, ma che prevede un’attenta pianificazione strategica e l’attuazione di misure concrete - impianti FER, ecodesign, interventi di efficienza energetica ecc. - necessarie a ridurre l’impatto sull’ambiente delle emissioni climalteranti generate.

 

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Giuseppina Schifano
Consulente Area sostenibilità AzzeroCO2

     

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