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Assorbenti e tecnologie abilitanti: il brevetto dal progetto ReCePIT

Più del 95% delle famiglie utilizza Prodotti Sanitari Assorbenti (PSA o PAP, prodotti assorbenti per la persona), usa e getta per bambini, donne e anziani. Questi sono normalmente conferiti come rifiuti urbani solidi indifferenziati e ne costituiscono più del 2,5% del totale. Una grande quantità se si considera che nel 2020 (dati ISPRA[1]) in Italia gli impianti hanno trattato circa 7.6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati.


Esiste l’opportunità di migliorare in modo significativo il profilo di sostenibilità ambientale dei PSA: è il recupero post-consumo di questi rifiuti, coerentemente con l'obiettivo europeo di una "società del riciclo" e con le normative italiane.

A questo proposito, il decreto 62/2019 ha definito ufficialmente i criteri secondo i quali i principali componenti dei PSA – ovvero le plastiche eterogenee a base di poliolefine, il superassorbente e la cellulosa – separati e sterilizzati secondo un processo brevettato, cessano di essere rifiuti. In tal modo queste “materie prime seconde” possono essere usate per produrre nuovi oggetti da mettere in commercio, sostituendo le relative materie vergini, quindi con un impatto ambientale nettamente inferiore. Tutto questo è possibile nei pochi comuni italiani dove è attivo il servizio dedicato per la raccolta differenziata dei PSA e il conferimento ad un impianto specializzato.

In Veneto un esempio di economia circolare

In Italia è presente un unico impianto industriale, il primo al mondo in grado di riciclare completamente i PSA usati e trasformarli in cellulosa, plastica (principalmente PE e PP) e altri sottoprodotti utilizzabili in diversi processi produttivi. L’impianto si trova in Veneto ed è stato sviluppato in collaborazione con un’azienda leader nella produzione di prodotti assorbenti per la persona.

Grazie a questo impianto e alla tecnologia innovativa brevettata, è possibile ottenere circa 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente da ogni tonnellata di materiale trattato, evitando circa 62 Kg di emissioni di anidride carbonica[2].

Se il sistema di raccolta e trattamento venisse applicato a tutto il Paese circa 900.000 tonnellate di rifiuti sarebbero evitati ogni anno, con un risparmio di circa 55.620 tonnellate di CO­­2­­ equivalente[3].

Il potenziale del feltro e il nostro progetto ReCePIT

La cellulosa proveniente dal recupero di PSA prodotto da questo impianto è stata utilizzata da AzzeroCO2 nel progetto di ricerca ReCePIT, cofinanziato dalla regione Lazio. In collaborazione con 2 istituti del CNR (IIA e ISMN) e grazie anche al supporto dell’Università di Perugia, abbiamo studiato la produzione di tessuti (Lyocell), di filtri per il trattamento di aria e di innovativi pannelli isolanti termici.

Il progetto ha utilizzato le cosiddette “tecnologie abilitanti” (Key Enabling Technologies – KETs)[4], capaci di rivitalizzare il sistema produttivo, fondamentali per la crescita e l'occupazione e per un mondo sostenibile, sano e sicuro.


Tra i vari prodotti ottenuti durante lo svolgimento del progetto ReCePIT, il feltro è risultato particolarmente interessante: un materiale morbido termoisolante e fonoassorbente altamente personalizzabile nel rivestimento, colore e spessore, con proprietà simili, se non superiori, a quelle basate sul cotone vergine.

Per confermarne il potenziale, sono stati inviati campioni di prodotto a due possibili utilizzatori industriali e in entrambi i casi il materiale si è rivelato al di sopra delle loro aspettative, sia come isolante termico che acustico, nonostante le due realtà industriali operino su mercati nettamente distinti come la realizzazione di materiali per l’edilizia e il settore dell’automotive.

Il brevetto approvato per nuovi prodotti ambientalmente sostenibili

È quindi possibile immaginare per il feltro un futuro di possibili applicazioni ovunque sia richiesto un materiale flessibile, resistente, facilmente trasformabile in prodotti con geometria più complessa, con ottime caratteristiche di isolamento termico e acustico che può essere modulato anche variandone la densità e lo spessore.

A seguito di questo risultato è stato possibile ottenere il brevetto italiano[5] e sottomettere la richiesta per quello europeo. I feltri sono stati ottenuti attraverso un processo abitualmente adottato per la produzione di “tessuti-non-tessuti” (TNT), normalmente non applicata al cotone; inoltre il feltro risultante è compatto, stabile, pulito, chiaro e privo di odore. Tuttavia, ulteriori studi sono necessari per la valorizzazione del brevetto e l’ottenimento di prodotti commerciali sostenibili per l'ambiente, all’interno del concetto di economia circolare.

La sostenibilità ambientale ha bisogno dell’impegno di tutti, con dei piccoli gesti come raccogliere separatamente i prodotti assorbenti usati. AzzeroCO2, con le sue attività di ricerca e sviluppo, supporta questo processo: l’affinamento della tecnologia brevettata e la sua industrializzazione daranno la possibilità di avere nuovi prodotti circolari che potranno rendere anche economicamente vantaggioso il processo di raccolta.

 

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Ilaria Bientinesi
Responsabile del progetto ReCePIT



[1] https://www.isprambiente.gov.it/files2022/pubblicazioni/rapporti/rapportorifiutiurbani_ed-2021-n-355-conappendice_agg18_01_2022.pdf
[2] https://contarina.it/chi-siamo/impianti/riciclo-prodotti-assorbenti
[3]https://www.fatergroup.com/it/news/progetto-riciclo
[4] https://www.industria40.it/
[5] domanda di brevetto italiano n. 102020000017005  depositata il 14.07.2020 dal titolo "PROCEDIMENTO PER LA DEGRADAZIONE DI CELLULOSA DA ASSORBENTI IGIENICI E PANNOLINI E PER LA PRODUZIONE DI FELTRO E MATERIALI ISOLANTI", concesso in data 09.08.2022.

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