Il progetto SETH nasce con lo scopo di porre rimedio alla crescente contaminazione atmosferica che le navi apportano alle città portuali e, contestualmente, di far rispettare i limiti di legge sulle emissioni.

Il crescente inquinamento dell’aria legato al traffico marittimo delle città portuali sta costringendo le amministrazioni locali a cercare nuove soluzioni sempre più efficienti e vantaggiose. Per una città come Trieste, che rappresenta il più importante porto d’Italia per traffico merci grazie alla sua posizione strategica, il problema dell’inquinamento è sempre più sentito, soprattutto in vista della sua futura espansione.

L’obiettivo è di realizzare un prototipo, SETH (Ship Emission Treatment in Harbors), ossia un sistema di “after treatment” dei fumi di combustione in uscita dalle ciminiere delle navi.

Le navi di lungo corso, durante le loro operazioni in sosta nel porto, spengono i motori di propulsione, ma mantengono in funzione i motori ausiliari, ad esempio per la refrigerazione delle merci, l’illuminazione e/o il funzionamento di pompe per il riscaldamento di acqua per equipaggio/passeggeri. Le navi quindi continuano a rilasciare in atmosfera i fumi di combustione, in cui sono presenti diversi inquinanti nocivi. SETH è stato ideato per ridurre significativamente questi rilasci dei motori ausiliari e delle caldaie delle navi, quando queste sono ormeggiate o ancorate nel porto che le ospita.

Il sistema è stato pensato per il trattamento di fumi provenienti da navi di medio-piccola stazza, che emettono fino ad una portata di 6000 Nm3/h, ma sono previsti sviluppi del prototipo anche per navi con portate maggiorni.

SETH sarà costituito da due moduli:

  • un Dispositivo di Cattura delle Emissioni (DCE), volto a catturare i fumi provenienti dalle ciminiere delle navi attraverso un braccio meccanico, un bonnet e un sistema di convogliamento dei fumi verso la linea di trattamento, e
  • un Dispositivo per i Trattamenti delle Emissioni (DTE), che avrà la funzione di abbattere a secco gli inquinanti presenti, con successivo rilascio in atmosfera dei fumi trattati.

Il dispositivo entrerà in funzione una volta accostato tramite chiatta motorizzata o rimorchiatore alle navi ormeggiate in banchina ed essersi agganciato con il bonnet alla ciminiera attraverso il suo braccio meccanico. Tramite il bonnet, i fumi verranno prima convogliati verso l’unità DTE, poi trattati e infine rilasciati in atmosfera.

Come funziona

  1. la chiatta con il SETH a bordo si avvicina alla nave all’ormeggio;
  2. il Bonnet agganciato al braccio articolato di manovra inizia la salita verso l’imboccatura della ciminiera della nave.
  3. il sistema di guida video assistito per il posizionamento in asse del bonnet sulla ciminiera, operato per mezzo di webcam, sensori di prossimità e joystick.
  4. il bonnet in posizione: il braccio robotico di collegamento è ritratto ed i movimenti della nave non influenzano l’accoppiamento che adesso avviene solo attraverso la tubazione flessibile.
  5. da questo momento la nave emetterà fumi soltanto verso il sistema di abbattimento e non in atmosfera.
  6. 15 minuti prima della partenza della nave il sistema viene sganciato e la chiatta allontanata dalla nave

 

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