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ESRS semplificati e nuovo standard volontario VSME: il quadro definitivo

30 Settembre, 2026

Il 21 settembre 2026 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea due regolamenti delegati che completano la revisione avviata con l’Omnibus I: la semplificazione degli ESRS per le imprese soggette alla CSRD e l’introduzione di uno Standard Volontario europeo basato sul VSME di EFRAG.

 

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE, la riforma della rendicontazione di sostenibilità europea trova il suo assetto definitivo. Le modifiche introdotte dall’Omnibus I arrivano ora al completamento anche sul piano degli standard applicativi, sia per le imprese soggette agli obblighi della CSRD, sia per quelle che potranno adottare il nuovo standard volontario. Un passaggio atteso che ridisegna il perimetro operativo della rendicontazione europea.

 

Cosa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE

Il 21 settembre 2026 sono stati pubblicati due regolamenti delegati della Commissione europea, entrambi adottati il 3 luglio 2026.

  • Il Regolamento (UE) 2026/1563 interviene sugli ESRS, gli standard di rendicontazione applicabili alle imprese soggette alla CSRD (soglie: 450 milioni di euro di fatturato e 1.000 dipendenti in media).
  • Il Regolamento (UE) 2026/1560 introduce invece un nuovo Standard Volontario europeo, basato sul VSME sviluppato da EFRAG, destinato alle imprese che non rientrano negli obblighi di rendicontazione.

 

Cosa cambia negli ESRS: standard più snelli e maggiore flessibilità

Gli ESRS diventano significativamente più snelli. Secondo la Commissione europea, la revisione comporta una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori e di oltre il 70% considerando il totale dei datapoint. La semplificazione riguarda anche i requisiti informativi, con maggiore flessibilità su informazioni commercialmente sensibili, confini per le emissioni GHG, effetti finanziari attesi e alcune informazioni ambientali specifiche. La doppia rilevanza resta il perno del sistema, ma cambia il modo in cui può essere applicata: l’approccio top-down consente di concentrare l’analisi sugli impatti, rischi e opportunità rilevanti, escludendo dalla rendicontazione le informazioni non rilevanti salvo circostanze chiaramente definite.

 

Il nuovo Standard Volontario europeo basato sul VSME

Il nuovo Standard Volontario si basa sul VSME di EFRAG e mantiene la struttura modulare: un Basic Module per le informazioni essenziali e un Comprehensive Module per un livello informativo più ampio. La Commissione europea gli attribuisce tre finalità principali:

  • consentire alle imprese di rispondere alle richieste di dati provenienti dalle aziende soggette alla CSRD lungo la catena del valore,
  • facilitare l’accesso al credito e agli investimenti,
  • migliorare la gestione interna delle questioni ambientali e sociali.

È il primo schema europeo riconosciuto per la rendicontazione volontaria delle PMI.

 

Il value chain cap: un limite alle richieste lungo la catena del valore

Il nuovo quadro introduce anche il value chain cap, un limite alle informazioni di sostenibilità che alcune imprese soggette alla CSRD possono richiedere alla propria catena del valore. Il limite non riguarda qualsiasi informazione ESG, ma si applica ai datapoint specificamente individuati nell’Allegato II del regolamento. Se una richiesta supera il limite, l’impresa che la formula deve indicare quali informazioni eccedono il cap e comunicare all’impresa fornitrice il suo diritto di rifiutare. Il limite vale solo per la raccolta di dati ai fini della rendicontazione prevista dalla direttiva contabile.

 

Le date da ricordare

Il calendario dell’entrata in vigore si articola in tre passaggi.

  1. Il 24 settembre 2026 entra in vigore il nuovo Standard Volontario basato sul VSME, immediatamente utilizzabile dalle imprese fuori perimetro.
  2. Il 10 novembre 2026 entra in vigore il regolamento con i nuovi ESRS.
  3. L’applicazione effettiva dei nuovi ESRS e del value chain cap decorre invece dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, dando alle imprese il tempo per pianificare la transizione.

 

Esercizio 2026: le tre opzioni per le imprese in perimetro

Per le imprese che devono ancora rendicontare secondo gli ESRS, il 2026 apre una finestra di scelta. Sono tre le opzioni disponibili:

  1. applicare gli ESRS precedenti nella loro forma originaria,
  2. applicare direttamente i nuovi ESRS
  3. applicare gli ESRS precedenti beneficiando delle semplificazioni previste dal nuovo regolamento.

La versione degli standard adottata dovrà essere indicata chiaramente nella rendicontazione, per garantire trasparenza e comparabilità dei dati.

 

Chi è interessato, in sintesi

  • Le imprese in perimetro CSRD devono pianificare il passaggio ai nuovi ESRS e decidere come gestire l’esercizio 2026 tra le tre opzioni disponibili.
  • Le imprese fuori perimetro dispongono ora di uno schema europeo riconosciuto per rendicontare su base volontaria, utilizzabile fin da subito.
  • I fornitori e le PMI di filiera, infine, hanno un riferimento comune per rispondere a clienti, banche e investitori — e un limite opponibile alle richieste che superano il perimetro definito dal value chain cap.

 

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