Gli ultimi dati dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), presentati a dicembre 2025, fotografano un fenomeno strutturale. Nel 2024 erano in povertà energetica 2,4 milioni di famiglie, il 9,1% del totale: il valore più alto della serie storica, contro il 9% del 2023 e il 7,7% del 2022.
I numeri raccontano due volti dello stesso problema: circa 1,3 milioni di famiglie sostengono una spesa energetica eccessiva rispetto al reddito; altre 1,1 milioni vivono una povertà energetica “nascosta”: per far quadrare i conti rinunciano del tutto al riscaldamento.
La povertà energetica non si distribuisce in modo uniforme. Secondo l’OIPE:
Pesa anche la diseguaglianza nella spesa. Le famiglie meno abbienti destinano all’energia l’8-9% della propria spesa complessiva, contro il 3-4% di quelle più benestanti.
La povertà energetica non è semplicemente una bolletta difficile da pagare. È una forma di disuguaglianza che entra nelle case e ne cambia la qualità della vita.
Il Rapporto OIPE 2023 lo documenta con chiarezza. Circa il 10% dei minori italiani vive in ambienti poco salubri, scarsamente riscaldati o raffrescati, oppure poco illuminati. Questo li espone a maggiori rischi per la salute, in particolare respiratori, riduce la qualità del tempo trascorso in casa e può influenzare le loro prospettive di mobilità sociale.
La transizione energetica può ridurre la povertà energetica, ma con le giuste condizioni: chi ha risorse investe in case efficienti, chi non le ha rischia di restare agganciato a impianti inefficienti e combustibili fossili sempre più costosi.
Le famiglie vulnerabili non hanno il capitale per investire in un impianto, spesso vivono in affitto o in alloggi popolari e raramente hanno accesso alle informazioni giuste. Una transizione giusta deve quindi portare l’energia pulita proprio dove manca la capacità di investire, trasformando chi è escluso in beneficiario attivo. È la logica che OIPE chiama “cittadinanza energetica”: passare da consumatori passivi a protagonisti della transizione.
Il fotovoltaico sociale è un impianto solare realizzato per portare energia rinnovabile e bollette più leggere a chi non potrebbe permetterselo: famiglie che vivono in case popolari, enti del terzo settore, cooperative che lavorano per l’inclusione. L’impianto viene installato sui tetti di edifici di edilizia residenziale pubblica o di realtà sociali, e l’energia prodotta viene consumata o condivisa da chi vive e lavora sotto quel tetto.
EnergyPOP nasce proprio per rispondere a questa esigenza: rendere i benefici dell’energia rinnovabile accessibili anche a chi non dispone delle risorse necessarie per investire in un impianto fotovoltaico. È la campagna di Responsabilità Sociale d’Impresa che promuoviamo in collaborazione con Legambiente, che grazie al sostegno delle aziende realizza impianti fotovoltaici su edifici di edilizia residenziale pubblica e su cooperative impegnate nel sociale. Per le famiglie significa bollette più leggere; per l’azienda, un progetto di Responsabilità Sociale d’Impresa tracciabile, con impatti sociali e ambientali misurabili.
Il modello genera valore anche per chi lo sostiene. Al Diversity Brand Summit 2026 IKEA Italia è entrata tra i 10 Top Brand proprio grazie ai progetti di fotovoltaico sociale realizzati con EnergyPOP.
Impianto realizzato a Catania da IKEA Italia
EnergyPOP dimostra che energia pulita e inclusione sociale non sono obiettivi alternativi. Ogni impianto è un piccolo pezzo di giustizia energetica: abbassa le bollette di chi fa più fatica, riduce le emissioni, coinvolge le comunità e dà alle aziende un modo tangibile di esercitare la propria responsabilità sociale.
Con EnergyPOP puoi finanziare un impianto di fotovoltaico sociale a beneficio di famiglie in condizione di vulnerabilità energetica Costruisci con noi il prossimo progetto.