Gli imballaggi hanno un costo ambientale importante e i numeri continuano a raccontare una sfida centrale per l’Europa. Il cambiamento sarà graduale, con effetti più evidenti soprattutto dal 2030. Vediamo intento le novità principali e le prime scadenze.
Nel 2023, nell’UE sono stati prodotti 79,7 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio pari a 177,8 kg per abitante.
Un dato in lieve calo: -8,7 kg pro capite rispetto al 2022, ma ancora molto elevato. Nonostante questa riduzione, il trend di lungo periodo resta in crescita: tra il 2014 e il 2021 i rifiuti di imballaggio sono aumentati quasi ogni anno. Anche il riciclo rallenta: tra 2022 e 2023 la quantità riciclata è scesa del -1,5%, arrivando a 120 kg per abitante. Il livello più alto era stato registrato nel 2021 e 2022 (oltre 121 kg pro capite).
La quota maggiore è costituita da carta e cartone, con 32,3 milioni di tonnellate confermandosi il materiale più presente tra i rifiuti di imballaggio.
Con l’entrata in vigore nel febbraio 2025 del Regolamento (UE) 2025/40 – PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) si apre una nuova fase di adeguamento e innovazione per tutti i soggetti operanti nel settore degli imballaggi, in particolare per imprese, associazioni e filiere produttive.
Per la prima volta vengono introdotti obiettivi vincolanti di riduzione. Gli Stati membri dovranno ridurre i rifiuti di imballaggio pro capite rispetto al 2018:
Il Regolamento prevede misure su plastica riciclata e riuso:
Dal 2030 scatteranno restrizioni su diversi imballaggi monouso in plastica, tra cui:
Il PPWR introduce anche prescrizioni più stringenti sulla progettazione degli imballaggi e sulle informazioni obbligatorie per consumatori e filiere.
Tra i punti principali:
Inoltre, il Regolamento impone di minimizzare peso, volume e spazi vuoti degli imballaggi.
12 agosto 2026
31 dicembre 2026
Seguiranno obiettivi progressivi fino al 2040.

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