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PPWR: un regolamento “di ciclo di vita” per gli imballaggi

10 Febbraio, 2026

Con il PPWR, l’Europa punta a trasformare il settore degli imballaggi con l’obiettivo di ridurre i rifiuti alla fonte, aumentare riciclo e riuso e introdurre regole comuni per tutti gli operatori, lungo l’intera filiera.

 

Gli imballaggi hanno un costo ambientale importante e i numeri continuano a raccontare una sfida centrale per l’Europa. Il cambiamento sarà graduale, con effetti più evidenti soprattutto dal 2030. Vediamo intento le novità principali e le prime scadenze.

 

Quanti rifiuti di imballaggio produciamo?

Nel 2023, nell’UE sono stati prodotti 79,7 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio pari a 177,8 kg per abitante.

Un dato in lieve calo: -8,7 kg pro capite rispetto al 2022, ma ancora molto elevato. Nonostante questa riduzione, il trend di lungo periodo resta in crescita: tra il 2014 e il 2021 i rifiuti di imballaggio sono aumentati quasi ogni anno. Anche il riciclo rallenta: tra 2022 e 2023 la quantità riciclata è scesa del -1,5%, arrivando a 120 kg per abitante. Il livello più alto era stato registrato nel 2021 e 2022 (oltre 121 kg pro capite).

 

La quota maggiore è costituita da carta e cartone, con 32,3 milioni di tonnellate confermandosi il materiale più presente tra i rifiuti di imballaggio.

 

Con l’entrata in vigore nel febbraio 2025 del Regolamento (UE) 2025/40 – PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) si apre una nuova fase di adeguamento e innovazione per tutti i soggetti operanti nel settore degli imballaggi, in particolare per imprese, associazioni e filiere produttive.

 

Per la prima volta vengono introdotti obiettivi vincolanti di riduzione. Gli Stati membri dovranno ridurre i rifiuti di imballaggio pro capite rispetto al 2018:

  • -5% entro il 2030
  • -10% entro il 2035
  • -15% entro il 2040

 

Qual è lo scopo del Regolamento?

  • prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la quantità
  • evitare lo spreco di packaging incentivando riuso e ricarica
  • garantire che entro il 2030 tutti gli imballaggi nel mercato UE siano riciclabili
  • incrementare l’impiego di plastica riciclata e il mercato delle materie prime seconde

 

Riciclato e riuso

Il Regolamento prevede misure su plastica riciclata e riuso:

  • quote minime obbligatorie di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica dal 2030
  • obiettivi di riutilizzo per il trasporto e l’e-commerce: 40% entro il 2030, 70% entro il 2040

 

Restrizioni e nuovi divieti

Dal 2030 scatteranno restrizioni su diversi imballaggi monouso in plastica, tra cui:

  • confezioni per frutta e verdura sotto 1,5 kg
  • monoporzioni nella ristorazione (salse, zucchero, panna)
  • mini-pack nel settore alberghiero
  • sacchetti sottilissimi sotto i 15 micron

 

Il PPWR introduce anche prescrizioni più stringenti sulla progettazione degli imballaggi e sulle informazioni obbligatorie per consumatori e filiere.

 

Tra i punti principali:

  • imballaggi progettati per essere riciclabili e riutilizzabili
  • etichettatura armonizzata a livello europeo e QR code per gli imballaggi riutilizzabili
  • limiti a sostanze considerate critiche, come i PFAS, con soglie precise
  • eco-modulazione EPR: contributi differenziati in base al grado di riciclabilità

 

Inoltre, il Regolamento impone di minimizzare peso, volume e spazi vuoti degli imballaggi.

 

Prime scadenze

12 agosto 2026

  • Piena applicazione del PPWR e abrogazione direttiva 94/62/CE
  • Stop PFAS negli imballaggi alimentari (25 ppb, 250 ppb, 50 ppm)
  • Nuove etichette armonizzate (in vigore dal 12 agosto 2028)
  • Metodologia uniforme per identificare i materiali degli imballaggi

31 dicembre 2026

  • Relazione sulle sostanze preoccupanti
  • Metodologia di calcolo e verifica del contenuto riciclato e criteri di sostenibilità

Seguiranno obiettivi progressivi fino al 2040.

 

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