Per soddisfare i requisiti della CSRD, queste aziende devono quindi utilizzare i nuovi Standard Europei di Reporting sulla Sostenibilità (ESRS), che trattano in dettaglio i temi ambientali, sociali e di governance (ESG) e includono oltre 1.200 dati.
Per loro questo livello di informativa non è molto sostenibile, ed ecco che entra in gioco lo standard volontario di rendicontazione della sostenibilità per le PMI (VSME). Sviluppato dall’EFRAG e ufficialmente raccomandato dalla Commissione europea nell’agosto 2025, il VSME consente alle PMI non quotate, microimprese, piccole e medie imprese fino a 250 dipendenti, di rendicontare in modo volontario, standardizzato e credibile le proprie performance di sostenibilità.
Il VSME è stato sviluppato su due moduli:
Modulo base: 11 informative (da B1 a B11), che rappresentano il punto di partenza per tutte le PMI.
Per le microimprese può essere sufficiente questo modulo; per le altre imprese costituisce il requisito minimo obbligatorio. Copre i principi fondamentali dell’azienda, il consumo energetico, le emissioni di gas serra, il profilo della forza lavoro, la retribuzione e la governance di base.
Modulo completo: 9 informative aggiuntive (da C1 a C9) oltre al modulo base.
Include strategia aziendale, piani di transizione climatica, reporting sui rischi climatici, politiche sui diritti umani e informazioni di governance avanzate. Progettato per le PMI che desiderano fornire un quadro più completo e riflette i dati più frequentemente richiesti da investitori, banche e clienti.
In breve, lo standard VSME fornisce un ESRS semplificato e offre alle PMI un percorso credibile e snello per divulgare solo i dati più rilevanti. Ecco alcune differenze:

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