Ecosistema Scuola 2018, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, presentato a Napoli nel corso del Forum Scuola, vede in cima alla classifica Bolzano e Trento, due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza e di innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l’1%,
Questi risultati sono il frutto di una chiara scelta di governance confermata anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175mila euro per edificio, cioè circa dieci volte la media nazionale. Un mix di programmazione, di investimenti costanti e di innovazione che è mancato soprattutto alle regioni del sud Italia e delle isole, le cui città capoluogo sono tutte dopo la trentesima posizione in graduatoria ad eccezione di Cosenza (17° posto), con Reggio Calabria, Palermo, Latina, Foggia e Messina che chiudono la classifica.
L’innovazione tecnologica e ambientale degli edifici scolastici spesso passa attraverso scelte più ampie, come un progetto di rigenerazione sociale, educativo e ambientale di un territorio o un quartiere, come narrano molte delle Storie di scuole sostenibili, i dieci casi virtuosi di edifici scolastici nuovi o riqualificati contenuti nel dossier di Legambiente.
Molti sono ancora i passi avanti da fare nel campo della sostenibilità energetica con l’85% circa delle scuole classificate nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G) e solo poco più del 5% nelle prime tre classi. A sostegno della riqualificazione energetica degli edifici scolastici, attualmente ci sono interessanti contributi a fondo perduto (come ad esempio il Conto Termico) e alcuni strumenti di indebitamento specifici per gli enti locali, come il Fondo Kyoto, che prevede la concessione di prestiti a tasso agevolato dello 0,25%, per interventi di riqualificazione energetica degli immobili di proprietà pubblica, adibiti all’istruzione e che è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018.
Si tratta di opportunità interessanti per gli enti pubblici, che possono finanziare gli interventi di efficienza energetica attraverso avanzo vincolato senza ricorso all’indebitamento.