Sebbene rappresentino una frazione quantitativamente ridotta dei rifiuti urbani, i mozziconi di sigaretta costituiscono una minaccia ambientale ed economica significativa. A causa delle loro dimensioni ridotte, sfuggono spesso ai sistemi di depurazione delle acque reflue, finendo direttamente nei canali di scarico e diventando una delle microplastiche più diffuse nei nostri mari.
Le conseguenze per l’ecosistema sono devastanti: le sostanze tossiche rilasciate dai mozziconi possono inibire la crescita delle microalghe del 50%, la bioluminescenza dei batteri marini, e causare malformazioni nello sviluppo di organismi marini come ostriche e mitili.
Il problema principale risiede nella composizione del filtro: esso è fatto di acetato di cellulosa, una bioplastica non facilmente degradabile che, nel mozzicone, si trova mescolata a carta, tabacco e ceneri, rendendo la separazione estremamente complessa.
Dopo un lungo lavoro condotto in collaborazione con il CNR-IIA nell’ambito del progetto RINASCE, l’Ufficio Brevetti Europeo ha ufficialmente riconosciuto il brevetto EP4110489. Questo metodo risolve la difficoltà tecnica della separazione dei componenti del mozzicone attraverso un processo chimico preciso ed efficiente.
Il funzionamento si basa su una proprietà chimica specifica: l’acetato di cellulosa è solubile nell’acetone, a differenza di carta, tabacco e ceneri.
Il processo prevede tre fasi chiave:
Il cuore di questa innovazione risiede nel principio dell’economia circolare: trasformare un rifiuto difficile in una risorsa preziosa per la filiera produttiva. Il materiale ottenuto al termine del processo è acetato di cellulosa puro, che può essere reimmesso nel mercato per nuove applicazioni.
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A dimostrazione della versatilità di questa materia prima recuperata, sono già stati effettuati test con successo per la produzione di montature per occhiali. Quello che prima era un rifiuto tossico e persistente nell’ambiente diventa così un esempio concreto di come la tecnologia possa chiudere il cerchio della sostenibilità, restituendo valore a ciò che veniva considerato scarto.

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